Tra le più importanti zone umide del mediterraneo, l’oasi del simeto.
Grande sorpresa camminando lungo la battigia caratterizzata da un tappeto di conchiglie di vario genere che brillano al sole con svariate tonalità del luccichio.
Istituita nel 1984 come riserva naturale orientata è passaggio d’importanti rotte di uccelli migratori che sostano e nidificano in loco.
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La varietà degli ambienti che caratterizzano la riserva ne fanno una delle più importanti del mediterraneo. L’ambiente marino costituito dalla battigia e dalle dune sabbiose e dal mare antistante la foce, popolato di gabbiani che stazionano a ridosso della foce ove s’increspano le onde e in un crescendo di armoniose evoluzioni aeree volteggiano nell’aria spezzata dal vento.
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I laghetti salmastri retro-dunali, denominati “salatelle” che in estate asciugandosi danno luogo a residui salmastri.
I canali interni di acqua dolce che alimentano il lago Gurnalunga e il Torreallegra quest’ultimo di origine artificiale.
Ognuno degli ambienti ha i suoi abitanti, il Germano Reale e la Moretta Tabaccata, gli Svassi e il Tuffetto. Reintrodotto invece il pollo sultano coi suoi colori luminescenti e la fronte rossa, scomparso nel 1957 quando fu ucciso l’ultimo esemplare di “iaddu fascianu” che divenne nel dialetto locale sinonimo di persona sempliciotta.
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L’azione dell’uomo nel tempo ha ridotto all’attuale estensione l’enorme ambiente umido che andava dal faro biscari sino al lago di lentini, inglobando l’attuale plaia di Catania e coinvolgendo l’ambiente interno retrostante della piana di Catania. La bonifica e l’azione umana contribuì non poco alla riduzione se non quando alla scomparsa di parte della flora e della fauna.
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